sabato 5 gennaio 2013

Brigida la Dea

Continuiamo il nostro viaggio…Mi occuperò di farvi conoscere in questo articolo Brigida in quanto Dea. In un secondo tempo, in articoli successivi, parleremo dei suoi molteplici aspetti, analizzandoli nel dettaglio, per ora dipingerò solo un quadro generale sforzandomi di essere sintetica e chiara per quanto possibile.
Parlare di Brighid non è affatto facile, tantissime sono le cose da dire, moltissimi gli aspetti da analizzare, numerosi i suoi misteri, la sua comprensione è perlopiù intuitiva per tanto nessuna parola può sostituire, o rendere bene l’idea come un incontro diretto con la Dea. Cercherò comunque di presentarvela, non solo attraverso il suo mito e i suoi attributi tradizionali, ma anche e soprattutto attraverso ciò che io ho appreso di Lei grazie al rapporto personale che ci lega e a come si è manifestata a me, alle intuizioni e ai messaggi che mi ha mandato. Iniziamo quindi dalla sua storia. Brighid è una delle più importanti e amate divinità celtiche, versione postuma della Dea Madre Danu, di cui assorbe, nel corso del tempo, tutti gli attributi. Secondo Marija Gimbutas, nel suo libro “Il linguaggio della Dea”, Brighid avrebbe origini molto antiche, potrebbe infatti essere, una discendente diretta della Grande Dea venerata nel Neolitico, mantenendo quasi completamente i suoi attributi e la sua natura, nonostante l’avvento del patriarcato e gli inevitabili sincretismi culturali e religiosi avvenuti durante la storia delle vicende umane. Probabilmente la sua figura ha dei legami con la Dea indù Sarasvati, o più genericamente con la Shakti, non a caso, anche la Dea Danu ha origini indù. Si pensa infatti che alcune genti della valle dell’Indo si stanziarono dapprima lungo il Danubio e da lì si espansero in tutta Europa, giungendo fino all’Irlanda portando con sé i loro Dèi e le loro usanze che si fusero con quelle delle popolazioni autoctone. Successivamente venne associata in epoca romana alla Dea Minerva, con la quale condivide la natura guerriera e saggia, almeno in apparenza, come vedremo poi in un altro articolo. Altri parallelismi che possono essere fatti riguardano Brighid in relazione con la figura della Dama del Lago dei cicli Arturiani, di Ecate, delle Moire, delle Muse e di divinità femminili come Estia, Aditi e Amaterasu.
Figura potente, completa e complessa, Brighid/Brigida (il cui nome significa l’eccelsa/la gloriosa) è conosciuta con molti nomi: Brigit, Brigid, Bridget, Brid (in Irlanda) Bride, Brighde (in Scozia) Brigantia "l'altissima" Briga, Brigantis (in Bretagna) Berecyntia, Brigandu (in Gallia) Breo Saighead "la freccia ardente", Belisama "la molto brillante/splendente" (in Gallia Cisalpina), Sulis e con molti altri. I suoi nomi riflettono la sua natura luminosa e potente. Viene spesso rappresentata con l’aspetto di una giovane vestita di bianco con un lungo mantello verde che simboleggia i prati ormai liberi dalla neve, dai lunghi capelli rossi fiammeggianti e dagli occhi verde smeraldo, che reca con sé una torcia, poiché è colei che riporta la luce sulla Terra. La sua luce è una fiamma sempiterna che non solo richiama la forza solare sul piano fisico, ma è anche e soprattutto la luce della conoscenza. Brighid è colei che illumina le menti e che consente all’umanità di accedere al sapere. Per estensione è perciò anche la dea delle Arti e dei Mestieri. Il fuoco che tiene in mano rappresenta inoltre la fiamma purificatrice e guaritrice, oltre che protettiva. Ella è dunque una Dea del fuoco, della luna, dell’arte nelle sue infinite forme, della fertilità e della guarigione.  Il fuoco di Brighid ha doppia polarità, è sia fuoco del cuore, intimo, intuitivo, quindi femminile; sia fuoco sessuale e creativo, potere in azione, quindi maschile. Ciò fa di Bride una Dea completa in sé stessa, contiene in sé sia l'energia maschile che quelle femminile, accentuata anche dalla sua natura acquatica.  Il fuoco qui non è inteso come semplice elemento, ma come grande trasformatore, che sublima e trasmuta gli altri. Brighid non è da intendersi come Dea del Sole fisico, ma più che altro del Sole interiore, Ella è Madre, Amante e Sorella del Dio Solare (Ogham, Lugh, Mabon, Bel, Bres) e in quanto tale ha in sé la sua energia in potenza, ma la manifesta in modo diverso. Il suo è fuoco acqueo, è una lacrima di sole. Non a caso gli elementi che presiedono la festa di Imbolc a Lei dedicata, il 1 Febbraio, sono l'acqua e il fuoco che congiunti in uno donano purificazione e guarigione. 
Brighid era figlia del capo supremo dei Tùatha Dé Danann (che significa “Tribù di Danu”), ovvero di Dagda (il buono), da cui avrebbe ereditato il calderone dell'abbondanza; consorte di Bres, madre di Goibhniu, Ceidhne, e Luchtaine, cioè i Tre Dei delle Arti ( il fabbro, il fonditore e il carpentiere) e sorella di Ogma, dio del sole e creatore dell’Ogham (alfabeto). Ma la sua discendenza non è così semplice da definire. Seguendo quanto ci spiega Robert Graves nel suo libro “La Dea Bianca”, in effetti inizialmente era il Dagda ad essere figlio di questa Dea, e non il contrario, ma il mito, col passare dei secoli, venne stravolto ed in parte modificato. Accadde così che egli si unisse prima in matrimonio con la Dea Brighid, e poi, dopo altre elaborazioni, con una singola sposa dai tre nomi: Breg, Meng e Maebel (menzogna, sotterfugio e infamia), e da tale unione nacquero tre figlie: tutte e tre con lo stesso nome: Brigit. Sicuramente Brigit fu una delle Dee celtiche più importanti, il cui culto sopravvive ancora oggi in diverse tradizioni rintracciabili nei paesi nordici. Ella è Madre, Sposa e Sorella di tutti gli Dei e gli umani. Brighid ispira creatività, veggenza e capacità di affrontare le situazioni vecchie e stagnanti. Lei è l’origine dell’energia guaritrice e vitale insita in ognuno di noi. Viene invocata dalle donne per chiedere una gravidanza, cantando delle invocazioni sulle acque di una sorgente sacra o gettandovi delle offerte. Ci si affida a lei anche per facilitare il parto e portarlo a buon fine. E’ anche protettrice dell’agricoltura e della profezia. In lei si fondono  tutti gli elementi:
-L’aria, in quanto portatrice del sacro soffio, detentrice e dispensatrice dell’Awen, che vivifica la fiamma del fuoco vitale e con esso porta il dono della profezia, del canto, della scrittura, della poesia e dell’oratoria.
-Il fuoco, attraverso la sua sacra fiamma che trasforma e illumina, dono di purificazione, ispirazione ed energia, il fuoco quale elemento trasformativo e alchemico. Per questo Ella è anche la matrona dei fabbri e tutti coloro che praticano un’arte manuale, oltre che protettrice dei guerrieri.
-L'acqua, in quanto Signora delle fonti e dei pozzi sacri (in particolari quelle che producono acqua calda), della rigenerazione e della guarigione, fonte di amore, porta verso l’Altromondo, fonte di verità e veggenza, matrona dei musicisti.
-La Terra, in quanto Madre generosa e feconda con il suo calderone dell'abbondanza, fonte di nutrimento e ricchezza, protettrice delle famiglie, delle unioni e del parto, è Lei che concede all’uomo meritevole la Sovranità sul popolo e la fertilità alla terra attraverso un’unione simbolica.
Animali a Lei associati sono: una mucca, una pecora, la lepre, il gallo, annunciatore della nuova giornata (ma in generale tutti gli animali domestici), il lupo, l'ape (messaggera divina e custode del sacro nettare) e il serpente e/o drago, simbolo di rigenerazione, l'unicorno, indicatore di purezza e magia, la fenice, simbolo di alchimia spirituale, e il cigno, simbolo del suo legame con il popolo fatato. Sacri a Brighid sono la ruota del filatoio (rappresentazione del centro ruotante del cosmo, la ruota che fila le nostre vite e il volgere della ruota dell’anno), la coppa e/o il calderone (simbolo del potere femminile di trasformazione e nutrimento), lo specchio (strumento di divinazione e porta per l’Altromondo), la croce a bracci uguali (simbolo solare di protezione), la bambola di grano (simbolo di fertilità, rappresentazione della “Sposa dalla chioma d’oro”, come spesso viene chiamata Bride), la spada (simbolo di sovranità sulla Terra) e il triskele (che indica la sua natura triplice e la sua sovranità sui tre mondi). I suoi colori sono il bianco/argento ad indicare la sua natura lunare, legata all'acqua e il suo potere di purificazione e ispirazione. E' il colore che rappresenta la purezza della Vergine fanciulla, l'energia spirituale alla base della creazione. Il verde, il colore della Madre fertile, colore della guarigione e del nutrimento, rappresentazione della terra, il potere della manifestazione. Il rosso/oro, ad indicare la sua natura solare, legata al fuoco, è il colore dell'Amante e della guerriera, ma anche dell'energia creativa e sessuale alla base della creazione, è quindi il colore del sangue, della forza vitale, rappresenta il sangue del parto, quindi della vita, ma anche il sangue della ferita, quindi della morte, è il colore del passaggio, colore legato alla forza del serpente e della kundalini, rappresenta il potere e la connessione tra i mondi. Il nero, o blu scuro, il colore della Crona, la saggia, il colore del silenzio, del riposo, del caos prima della creazione, della gestazione, dell'origine, della conoscenza e del rinnovamento.
Secondo una leggenda Brighid nacque al sorgere del sole mentre la madre era in piedi sulla soglia con un piede all’esterno e uno all’interno della casa e immediatamente la sua testa fu avvolta dal fuoco. Questa storia oltre ad indicare il suo legame con il Sole e con il Fuoco mette in evidenza anche il suo essere una Dea della soglia, una porta che collega i mondi, una porta attraverso cui passare nei momenti di passaggio iniziatici e durante la morte e la nascita, è il canale della trasformazione. Questo fa di lei anche una guida e protettrice dei viaggi sciamanici, che si svolgono presso il Centro della ruota .Lei è la protettrice naturale degli sciamani.
Sempre secondo il mito Brighid possiede un mantello verde con il quale copre e protegge la Terra e con cui avvolge amorevolmente coloro che chiedono la sua protezione. I fili del suo mantello sono come i fili di una ragnatela cosmica, attraverso cui si dipanano le nostre vite e tutta la creazione, tramite i fili del mantello della Dea siamo tutti connessi tra di noi e in comunione con Lei.
Il mito racconta anche che la Dea bambina fu allattata con il latte di una vacca sacra dell'Altromondo e che ovunque camminasse spuntassero fiori e quadrifogli. Ella possedeva un meleto nell'Altromondo e si dice le sue api/melisse portassero il nettare della vita, del nutrimento e della conoscenza sulla Terra.
Brigida si manifesta, come abbiamo visto, in forma triplice, esercitando le sue tre funzioni donando:
1. Il fuoco dell’ispirazione, come matrona della poesia e della saggezza.
2. Il fuoco del focolare che nutre, come matrona della guarigione, dell’amore e della fertilità.
3. Il fuoco della fucina che modella gli animi, trasforma e crea, come matrona dei fabbri e delle arti.
ma come la Luna a cui è legata, Ella ha un volto nascosto, velato, il suo lato Oscuro e potente. Alcune volte, infatti, Brighid è descritta con metà volto incantevole e metà orribile, questo a indicare la sua duplice natura luminosa ed oscura. Secondo il mito Brighid è una Dea portatrice di ordine e civiltà, durante la guerra tra i Tuatha e i Fomori, Brighid sposa Bres, re dei Fomori, nel tentativo di portare la pace e creare un'alleanza tra le parti belligeranti. Insieme danno alla luce un figlio, che viene poi ucciso in battaglia a causa di un tradimento, Brighid allora straziata dal dolore lancia il suo lamento funebre. Secondo il mito questo fu il primo lamento funebre sentito in Irlanda. Nel mito si evidenziano le connessioni profonde tra chiaro e scuro, gioia e dolore, pace e guerra, anche se nella mitologia che riguarda la sua figura si tende ad esaltare il suo lato luminoso. Il suo lato oscuro si riflette anche nel suo essere matrona dei fabbri, per l'associazione con il calore oscuro della forgia, con il suo rumore, il suo vapore e dal bagliore del tizzone spento, da cui scaturisce improvvisamente la scintilla di luce quando il martello colpisce il metallo sull'incudine. La fucina ricorda le profondità magmatiche della Terra, è il fuoco che si agita nel ventre materno. Questo aspetto della Dea spesso viene chiamato Cailleach, pronunciata Cal-y-ach. Il nome deriva dall'antico irlandese caillech, ossia "la velata", ma il suo significato è "crona", ossia l'anziana, la saggia, la signora che accoglieva i morti nel suo castello, nel dominio nero della morte. Il termine ritorna anche in alcuni termini composti in gaelico come cailleach-dhubh che sta per "vecchia nutrice" o cailleach-idohche che sta per "vecchia civetta" o anche cailleach feasa che sta per "veggente" e cailleach phiseogach che sta invece per "maga". Altri significati per il suo nome sono "Vecchia donna cupa"; "Strega d'Acqua"; "Strega dell'Inverno". Ella è Signora oscura della saggezza, Regina dell'Inverno. Cailleach è anche una dea che governa i sogni e le realtà interiori. Lei è la dea del sacro monte, il Sidhe, e il luogo dove si entra nel regno degli esseri fatati e degli spiriti. E' anche guardiana dei pozzi e dei corsi d'acqua. Cailleach governa la stagione invernale, da Samhain (1º novembre) a Beltane (1º maggio), mentre Brìghid governa la stagione estiva, da Beltane e Samhain. Lei è la Dea della Morte, che lascia morire ciò che non è più necessario. Ma tra le macerie dell'anno che passa, si trovano anche le gemme, i semi per la prossima stagione. Lei è la custode del seme, la custode della forza vitale. E 'chiaro che il Cailleach è tutt'uno con la terra. E' una Dea molto potente, con la quale non si scherza, è Lei che punisce la nostra mancanza di rispetto verso la Sua Creazione, è Lei che fa giustizia. Lei è anche la connessione e il potere degli Antenati.
Interessante anche l'identificazione che molti fanno con la gallese Cerridwen. Le due Dee sembrano essere due facce della stessa medaglia, entrambe sono Signore dell'Altromondo e presiedono alla trasformazione, purificazione e guarigione: Brigid essenzialmente attraverso il fuoco, espressione di energia, forza e ispirazione vitale e creativa, la seconda attraverso l'acqua dell'inconscio e dell'intuizione, attraverso la morte e la rinascita. L'una porta all'espansione verso l'esterno, l'altra a raccoglierci all'interno, l'una è il volto luminoso, l'altro è il volto velato. Insieme rappresentano l'equilibrio e la complessità del principio divino femminile, la terra e il cielo, la luce e l'ombra, il sole e la luna, la vita e la morte, l'esterno e l'interno, l'energia e la mente, l'azione e il pensiero, il conscio e l'inconscio. Sono quindi connesse e l'una è essenziale per l'altra. Per giungere a Brighid (la luce della conoscenza divina) bisogna passare per il calderone di Cerridwen (che simbolicamente rappresenta il viaggio dentro noi stessi, l'addentrarsi nei meandri oscuri della nostra anima, affrontando ciò che ci fa paura e ci blocca, bisogna morire per poi rinascere come la fenice fiammeggiante). Brighid è quindi, nella sua totalità, la Dea delle acque primordiali della creazione, dei misteri, della nascita, della morte e della conoscenza. Lei è il motore, il Principio. Ella comprende sia la luce che il buio, sia il dare e che il ricevere, sia il creare che il distruggere. E’ tenebra avvolgente e lampi brillanti di luce. Lei è la freddezza di un fiume e il calore del sole. Lei è lontana e lei è vicina. Lei è giovane e lei è vecchia. Lei è l’origine dell’energia guaritrice e vitale insita in ognuno di noi.

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