giovedì 19 giugno 2014

Preghiera a Brighid delle acque sacre



Candida Sposa delle Acque
Brighid la splendente
Signora della guarigione
Specchio profetico
Levatrice e nutrice di anime
Madre fertile
Custode delle maree del tempo
Dispensatrice di conoscenza e ispirazione
Io ti onoro attraverso le mie azioni
Brighid delle sorgenti sacre
benedici le mie mani affinché siano pronte a donare carezze di consolazione, amore e guarigione
benedici il mio ventre affinché possa essere culla della vita e strumento di trasformazione
benedici il mio cuore affinché possa perdonare, amare e accogliere senza paura
benedici la mia mente affinché possa creare e ricevere l'ispirazione divina
Brighid purificami lavando via le negatività e i blocchi 
che impediscono la realizzazione del mio pieno potenziale
Rendi limpidi i miei pensieri e le mie parole
Rendimi un canale pulito per la tua energia
Insegnami a fluire e a mutare come l'acqua
Possano i doni dei tuoi animali sacri accompagnarmi:
Possa il dolce miele delle tue api lenire le mie ferite e insegnarmi la dolcezza, possa la loro opera insegnarmi la devozione, l'impegno e il rinnovamento, possa il loro ronzare portarmi i messaggi degli déi.
Possa la saggezza, la tenacia e la perseveranza del salmone riempirmi e guidarmi.
Possa il delfino condurmi verso l'equilibrio, la gioia e l'empatia, possa insegnarmi a gestire le emozioni e ad ascoltare il mio intuito.
Possano le ali del cigno portarmi lontano e i suoi occhi mostrarmi la bellezza e l'armonia della vita, possa la sua guida insegnarmi a manifestare i miei talenti.
Da te Brighid, con te, per te e in te...sempre!

-Nimue-

sabato 1 febbraio 2014

Preghiera delle 4 fiamme

Luminosa Brigit, 
Sposa divina, 
Levatrice di anime,
Aurora splendente,
donaci la luce del tuo fuoco e
il potere delle tue sacre fiamme
Per permetterci di vedere chiaramente,
per illuminare le tenebre,
per mostrarci le ombre
proiettate dalla nostra luce.

Che la fiamma della tua ispirazione
possa aiutarci ad esprimere i nostri talenti e 
a donare conforto e comprensione,
incoraggiando e guidando le nostre azioni.

Facci dono della tua guarigione
Per addolcire i nostri cuori,
per lenire il dolore
e riparare le ferite che abbiamo inflitto 
e quelle che abbiamo ricevuto
Benedici noi e facci comprendere che siamo tutti connessi.

Possa il fuoco della tua fucina
Permetterci di plasmare il nostro futuro
con coraggio e determinazione,
Insegnaci ad usare la fiamma della giustizia,
senza vendetta, ma con compassione e saggezza.

Possa la fiamma del focolare avvolgerci per 
portare protezione e nutrimento alle nostre anime. 
Possa il faro della tua fiamma
mostrarci una via per la pace
che tutti possano seguire.

Che sia così!


martedì 14 gennaio 2014

Preghiera del Focolare di Brighid (di Caitlín Matthews trad. dal web)



Brighid del Manto, avvolgici,
Signora degli Agnelli, proteggici
Custode del Focolare, infiammaci.
Sotto il tuo manto, ci raccogliamo,
E riporta alla memoria.

Madri di nostra madre, Forti Antenate,
Guidate le nostre mani nelle vostre,
Ricordateci come accendere il fuoco,
Per renderlo luminoso,
Per custodire la fiamma.
Le vostre mani sulle nostre,
Le nostre mani nelle vostre.
Per destare la luce,
Giorno e notte.

Il Mantello di Brighid intorno a noi,
Il ricordo di Brighid dentro di noi,
La protezione di Brighid a difenderci,
dal male, dall'ignoranza, dalla mancanza di cuore,
Questo giorno e questa notte,
Dall'alba fino al tramonto,
Dal tramonto fino all'alba.

lunedì 13 gennaio 2014

Coppette del risveglio

Queste coppette di yogurt sono un dolce semplice, leggero e delicato, ideale per il banchetto in onore di Brighid. In una ciotola versate mezzo bicchiere di vino rosso dolce, o marsala, la scorza di mezza arancia e un cucchiaio abbondante di miele. Mescolate finché gli ingredienti non saranno ben emulsionati. Aggiungete, mentre mescolate, un bicchiere e mezzo di yogurt bianco non zuccherato e un pizzico di cannella. Servite lo yogurt accompagnato con frutta fresca (more, lamponi, mele, ciliegie, mirtilli, fichi) e con dei biscotti secchi semplici.



Anu/Ana/Anna

In Irlanda  Anu, Anna, Anann o Annys, è il nome della Dea nel suo aspetto di Crona, la strega regina dei morti, la sacerdotessa primordiale, chiamata la Anna Nera dei misteri proibiti. Ella è la Signora oscura della saggezza, ha potere sulle tempeste ed è regina dell'Inverno. Con il nome di Ana, era conosciuta invece in Inghilterra come colei che presiedeva alle condizioni atmosferiche. Se la si venerava nel modo a lei più gradito si mostrava benevola, portando bel tempo e vento leggero e dolce. Se invece veniva ignorata faceva infuriare le più tremende bufere, impediva ai marinai di ritrovare la via di casa e faceva sì che i raccolti venissero distrutti. Era quindi vista, in questo caso, come una fanciulla allo stesso tempo seducente ed infida, gentile ma dispettosa, una Dea ardente e capricciosa. Mutevole come l’elemento che le era tanto caro, l’acqua. Ana/Anu è probabilmente l'esito celtico insulare di una dea indoeuropea dell'abbondanza, della cura e del nutrimento, rappresentata a Roma da Anna Perenna (Anna significa “cibo” e Perenna “piena, completa e perfetta”), manifestazione della Luna Piena; presso i Sanniti da Amma Cerealis (Ammaì Keriìaì), ma testimoniata fin nella lontana India, dove compare come Annapurṇa (“piena di cibo”), o Amma (“Madre” nelle lingue dravidiche del Sud dell’India) non a caso anche l’italica Diana ha un nome composto da “Di”, radice sanscrita che indica la luce, e “Ana” che indica abbondanza o nutrimento, "An" in lingua sumera significa "cielo" ciò suggerirebbe che Di-Anna, o Di-Ana significherebbe "Cielo luminoso”, o “Brillante abbondanza”. Per gli ittiti la Dea aveva nome Hannahanna, ed era la Madre di tutti gli dèi, oltre che madre della vergine Mari, il cui nome successivamente divenne Mary/Maria. Anahita, era invece la dea delle acque e della fertilità secondo i persiani, il cui nome vuol dire " colei che viene in soccorso, che sta accanto" ed è costituito dalle componenti accadiche “an” (accanto, per, verso) e “aḫitu” (fianco, lato).

In Italia presso i Marsi e i Peligni dell’Abruzzo e altre popolazioni osco-umbre era Angizia (in latino Angitia o Angita, da “anguis”, serpente; in peligno Anaceta; per i Sanniti era Anagtia). Dea dei serpenti, della guarigione e della magia, suo era il potere e la conoscenza delle erbe curative. Le era attribuito il potere di incantare i serpenti e di guarirne il morso velenoso, capacità attribuite anche alle sue sacerdotesse. Era anche una Dea della fertilità e della Terra, era invocata infatti dalle donne con l'attributo di Keria, voce che richiama il sumero “kur” (terra), accadico “kerû” (terra coltivata, orto) e il latino “Cerere” il cui culto in Roma era abbinato a quello della Terra. Angizia era venerata presso i boschi sacri ed era collegata probabilmente anche con le forze telluriche, con i poteri ctoni, con la profezia e simbolicamente anche con il potere interiore (rappresentati appunto dal serpente). Secondo Servio Angizia era il nome dato alla maga Medea fuggita in Italia dopo che il complotto per avvelenare Teseo fu scoperto. Secondo altri viene associata a Circe, o Kirke, per i romani era Bona Dea. Il culto di Angizia fu sostituito con quello di San Domenico, portato in processione il 1° maggio, a Cocullo e a Villalago, in Abruzzo. La prima fase della festa consiste nella ricerca e nella cattura dei serpenti (tutti rigorosamente non velenosi) che cominciano ad essere raccolti quando inizia a sciogliersi la neve, da persone esperte dette serpari. Queste osservano le stesse tecniche dei serpari antichi anche se allora i rettili venivano posti in recipienti di terracotta, ora in cassette di legno. La festa ha inizio con la folla che incomincia a tirare coi denti la campanella della cappella di San Domenico, all'interno della chiesa omonima. Secondo la tradizione, questa cerimonia servirebbe a proteggere i denti dalle malattie che li potrebbero affliggere. A mezzogiorno inizia la processione della statua del santo ricoperta di serpenti vivi. Ai fianchi della statua del Santo, due ragazze vestite tradizionalmente, portano sulla testa un cesto contenente cinque pani sacri, questi pani vengono chiamati “Ciambellani”. In memoria di un miracolo che fece San Domenico, i pani sacri vengono donati per antico diritto ai portatori della Sacra Immagine e del gonfalone. Al termine della festa, i rettili vengono riportati al loro habitat naturale dai serpari. Mentre un tempo venivano uccisi e mangiati, oggigiorno l’azione è stata sostituita dal consumo di pane intrecciato  con lamelle di mandorle al posto degli occhi e avvolto a ciambella, come un serpente che si morde la coda (ouroboros). Sempre a Roma era Angerona, raffigurata con il dito sulle labbra chiuse, Dea del silenzio, protettrice degli amori segreti, guaritrice dalle malattie cardiache, dal dolore e dalla tristezza. Secondo alcuni legata al periodo invernale e al solstizio (la sua festa veniva infatti celebrata il 21 dicembre “Angeronalia”), In questa interpretazione il suo silenzio indicherebbe la concentrazione e la meditazione, e la sua voce interiore che evoca un potente incantesimo per aiutare il sole a ritrovare la sua forza. Il suo nome potrebbe derivare dalla radice etrusca “ancaru” , ad indicare una "Dea della Morte". Angerona era associata anche alla Dea Ops, o Opi, divinità della fertilità, del grano, della mietitura e dell’abbondanza, e a Tacita Muta, Dea degli inferi, personificazione del silenzio. Nella variante Angeronia, o Diva Angerona rappresenta una Dea della Volontà e della fortuna. In Medio Oriente la Dea sumera della fertilità, dell’amore e della bellezza era In-anna, denominata anche Anunita, per il suo legame con il dio padre Anu. Secondo alcuni studiosi l’irlandese  Anu sarebbe da identificare con la Dea Morrigan, e la Dea Brighid, nomi alternativi e postumi. Morrigan (il cui nome significa “Grande Regina”) sarebbe da identificare anche con il personaggio di Morg-ana del ciclo arturiano, anch’essa legata all’acqua, in quanto Dama del Lago, Signora dell’isola di Avalon,  e probabile versione romanzata e demonizzata di ciò che in origine era una figura divina femminile, iniziatrice di misteri e tessitrice dei destini degli uomini, oltre che dispensatrice di Sovranità. "Anna" infatti è il nome dato alla sorella di Artù, madre di Mordred, negli “Annales Cambriae” (Gli Annali del Galles) di Geoffrey di Monmouth, che compare nella “Vita Merlini”, opera dello stesso autore, come Morgan Le Fay, il cui nome deriva dall’irlandese “Muirgen” che significa “nato dal mare”e dal gallese “Morcant” che significherebbe qualcosa tipo “cerchio del mare” (qui ritorna il legame con l’acqua) e in  “Enfaces Gawain” di Malory come Morgause, che però sembra essere in origine una denominazione territoriale piuttosto che un nome proprio. Sul continente, il Cristianesimo sembra aver assorbito questa antica figura, identificandola con Anna madre di Maria e nonna di Gesù, versioni siriache del Libro di Giacomo si dice che la nonna di Dio non era Anna, ma Dinah, versione semitica di Di-Ana . Dinah era l'antenata delle tribù Dinaite che si stabilirono in Sumeria (Esdra 4:09). Qui si ritrova il suo originario ruolo di Madre fertile e di Nonna (“Nana” in Frigia, Madre del Salvatore), Vecchia Saggia, come la dea Anu irlandese, o la Morgana arturiana. Ma ella è anche Vergine, giovane e libera, splendida come la Dea Ana, Di-Ana, ma anche la Jana/Iana/Juno delle popolazioni italiche, Signora della passaggio, il cui mito venne mascolinizzato e trasformato nel mito di Giano bifronte, oppure i due potrebbero essere fratello e sorella, i due volti divini, quello maschile e quello femminile. 

Quindi si può ritenere che uno dei più antichi nomi della Dea sia stato Anna. Nel caso di Sant’Anna è da notare che il suo personaggio non compare nei testi canonici della Bibbia, ma in testi apocrifi della Natività e dell’Infanzia, di cui il più antico è il cosiddetto “Protovangelo di san Giacomo”, scritto non oltre la metà del II secolo. Nei testi si dice che era sposata con un sacerdote di nome Gioacchino, la coppia non poteva aver figli, quindi Anna concepì Maria in modo miracoloso e in tarda età. Sant'Anna è invocata come protettrice delle donne incinte, che a lei si rivolgono per ottenere da Dio tre grandi favori: un parto felice, un figlio sano e latte sufficiente per poterlo allevare. È patrona di molti mestieri legati alle sue funzioni di madre, tra cui i lavandai e le ricamatrici. Nonostante la scarsità di notizie su Sant’Anna, per giunta provenienti non da testi ufficiali, il suo culto è estremamente diffuso sia in Oriente che in Occidente. Quasi ogni città ha una chiesa a lei dedicata, spesso edificate su luoghi di culto pagani, legati a Diana, o a Giunone.

Anna Perenna è una divinità di cui poco si conosce e quel poco è avvolto nel mistero. Per alcuni avrebbe un origine etrusca, per altri molto più antica. Anna Perenna si offre agli occhi moderni di una civiltà ormai disincantata come una sorta di befana arcaica che ci appare come ciò che resta della incarnazione di Annapurna, la Grande Madre. “Annapurna” significa «piena di cibo», colei che nutre, epiteto che si legò nei secoli sia alla Diana di Efeso dalle mille mammelle che alla Vergine Maria, poi dichiarata «Theotokos» (generatrice di Dio, non solo di un uomo) proprio ad Efeso, perché generò il Pane di Vita, il Cristo che offrì Se stesso all’umanità da redimere. È probabile però che nei secoli il significato reale, vivo e teologico, di Anna Perenna sia andato mano a mano dissolvendosi, e che il popolo romano abbia unito l’idea di avere una dea che nutriva e che si occupava dell’intero ciclo dell’anno con l’etimologia di «annus», facendo di lei una divinità dell'anno ritornante: durante la sua festa ci si augurava a vicenda di «annare perannareque commode», di passare un buon anno fino alla fine, ciò la collega anche alla figura di Jana, come custode delle porte dell’anno, era anche legata alla Luna Piena e i suoi culti si svolgevano di notte con danze nei boschi sacri, similmente al culto tributato a Diana. L’altra etimologia “amnis perennis” (in latino “onde perenni”) ne fanno anche una divinità delle acque, venerata in una fonte di Roma. In qualunque modo sia giunta nel Lazio, questa divinità testimonia la presenza della Dea Madre in tempi arcaici, quando il suo culto legato alla terra e alla fertilità era sentito e onorato anche in Italia. E’ probabile che il suo legame con l’acqua sia riconducibile all’antico culto femminile di Anna Perenna, le cui Sacerdotesse venivano chiamate Ninfe e i cui Misteri sono tuttora celati.

“Anna Perenna la vecchia che nutre con ciò che ella stessa dona e preserva la vita,
Anna Perenna che dà inizio al periodo della semina e del raccolto, che come la luna regola il ciclo dell’anno, che per gli etruschi era divinità che incarnava la Terra.”

giovedì 1 agosto 2013

Nuovi progetti...


Eccomi di nuovo qui :) Oggi è la festa del Raccolto e come ogni anno mi trovo a riflettere sulla mia vita e su ciò che ho fatto, sui semi piantati, i frutti raccolti e quelli persi a causa del cattivo tempo o della scarsa cura e attenzione...Resto sempre dell'idea che certe cose bisogna lasciarle andare perché non sono fatte per noi e alla lunga ci consumano inutilmente. Spesso questo avviene in modo del tutto spontaneo, una specie di selezione naturale, altre volte bisogna fare uno sforzo di volontà, quando ci si rende conto che le cose così come sono non vanno bene...Quest'anno ho davvero il cesto strapieno di cose belle...esperienze, emozioni, nuove conoscenze, lezioni imparate, nuovi progetti e nuovi inizi...tante cose del passato sono ritornate per essere affrontate e superate...la confusione ha preceduto la chiarezza...ora tutto sta prendendo il suo posto, la tempesta lascia il posto al sereno...grazie Universo!
Parlando di progetti mi sento davvero traboccante di iniziativa...se ricordate, nel post dove vi ho raccontato della bellissima esperienza con le Moon Mother e Miranda Gray a Maggio, vi accennai al fatto che la mia mente brulicasse di mille idee e finalmente hanno preso forma in un paio di progetti di cui mi occuperò quest'anno e l'anno a venire, insieme all'associazione di cui faccio parte, "Le Vie del Risveglio", e sono euforica ed emozionata per questa cosa. Sono contentissima anche del fatto che il mio progetto tutto al femminile abbia attirato l'approvazione entusiasta e l'interesse delle altre Madri della Luna e la collaborazione quindi di tutte alla causa. Con l'aiuto dell'associazione "Argiope" il progetto ha varcano i confini regionali per esser proposto in varie parti d'Italia e questa è una grande soddisfazione. Siamo tutte elettriche per il nuovo lavoro che ci aspetta con e per le donne, molte hanno già iniziato. Il nostro programma invece prevede la partenza per Ottobre. Ecco, ora, dopo avervi incuriosito, credo sia giunto il momento di spiegarvi meglio di cosa si tratta. :) 

Il progetto Tenda Rossa - Il sentiero della Luna  è un percorso di crescita personale pensato per le donne. Un percorso esperienziale della durata di un intero anno lunare, con 12 incontri, che attraverso cerimonie, meditazioni, discussioni, danze ed espressioni creative mira all’esplorazione, alla riscoperta, alla guarigione e alla riconnessione con la sacralità del potere femminile. Grazie al nostro percorso personale mettiamo a disposizione delle donne che vorranno partecipare le nostre conoscenze per aiutarle a ripristinare la propria integrità.
Proponiamo questo percorso come donne che amano profondamente gli uomini, siamo coscienti dell’importanza del risveglio femminile come mezzo per aiutare il cambiamento, una donna sana, consapevole, libera, equilibrata e centrata nel proprio potere è una fonte dissetante per il mondo e un grande giovamento per gli uomini, in quanto figli, compagni, amanti e fratelli delle donne.
Le donne devono essere liberate dalle catene, solo così gli uomini potranno reimparare a rispettarle, ad essere integri e in equilibrio, perché cammineranno finalmente accanto a donne forti e stabili, consapevoli di sé stesse, a compagne in grado di amare, accogliere, comprendere e dare sostegno, a madri capaci di accudire, insegnare, educare e guidare, ad amanti in grado di dare e ricevere piacere aprendo la porta verso il divino, a sorelle con cui camminare mano nella mano su questa Terra! Crediamo sia importante ripristinare i misteri femminili, così come sarebbe importante creare un percorso di sacralità al maschile, ma noi questo non possiamo farlo in quanto donne…ma magari lanciamo l’amo, se qualche nostro collaboratore fosse interessato a proporre un cammino parallelo che viaggi sui binari del Sole, guidando un cerchio di uomini alla riscoperta della loro vera essenza, ben venga…si collabora insieme per un mondo migliore.
La complessità della natura femminile ci porterà, durante gli incontri, alla scoperta non solo della sacralità e del potere del ciclo mestruale, ma anche ad affrontare e superare i nostri limiti, le nostre paure, i nostri blocchi, i fantasmi del passato e ad incontrare il variopinto caleidoscopio di aspetti che compongono la nostra essenza: strega, sciamana, bambina, sorella, figlia, sacerdotessa, artista, fata, amante, guerriera, madre, guaritrice, saggia…in una parola DONNA!

Perché “Progetto Tenda Rossa”?
La Tenda Rossa era usata dai popoli nomadi, ed era il luogo sacro delle donne, dove nessun uomo poteva entrare, poiché era lo spazio in cui si svolgevano le attività femminili più importanti. Nella Tenda Rossa le donne partorivano assistite da altre donne che poi si prendevano cura delle puerpere e dei neonati per il tempo necessario. Nella Tenda Rossa le donne più anziane e sagge trasmettevano il loro sapere e la loro esperienza alle giovani ragazze e sempre vi si raccontavano storie e leggende legate al popolo di appartenenza per non dimenticare. All'interno della Tenda venivano risolti i problemi di convivenza femminile, celebrati tutti i momenti di passaggio, come l'arrivo della prima mestruazione, il matrimonio, la maternità, la menopausa, la malattia, la morte. Il colore rosso della Tenda quindi si collega direttamente al significato del sangue e cioè alla vita e ai suoi cicli.

Al giorno d’oggi molte sono le Tende Rosse sparse nel mondo, nate nel tentativo di restituire alle donne un luogo e un tempo per incontrarsi, condividere, cercare sostegno e comprensione, ripristinando una dimensione sacra. Ed è questo quello che vogliamo fare anche noi.

Per quanto concerne la nostra organizzazione (perché tutte coloro che hanno aderito al progetto potranno, o hanno già fatto, scelte diverse a riguardo), ho ritenuto opportuno, in base anche agli impegni dei soci dell'associazione e a quelli di chi vorrà partecipare, proporre gli incontri nella giornata di sabato o di domenica più vicina alla Luna Piena. Gli incontri saranno infrasettimanali solo nel caso in cui dovessero coincidere con la Benedizione mondiale del Grembo.

Gli incontri si svolgeranno più o meno seguendo questa scaletta:

-Tisana di benvenuto
-Purificazione dell’area del cerchio
-Meditazione dell’Albero del Grembo
-Discussione sul tema scelto
-Esercizi, meditazioni, danze o rituali inerenti al tema dell’incontro.
-Benedizione e/o guarigione del grembo (se richieste)
-Riti di passaggio (se richiesti preventivamente)
-Momento di condivisione e ringraziamento

In quanto Madri della Luna, iniziate da Miranda Gray, possiamo offrire l’Armonizzazione alla benedizione del Grembo, un dono di energia divina femminile che sostiene e aiuta la guarigione della nostra essenza di donne, L'armonizzazione ripristina la nostra naturale purezza e bellezza, la nostra abbondanza e il nostro amore, la nostra creatività e magia, la nostra saggezza e la nostra forza. Ci libera dal passato, dalle aspettative limitanti, dal dolore e dalle pene, permettendo finalmente l'espressione del potere e della bellezza della donna. L’Armonizzazione alla benedizione del grembo può essere data però solo a donne che abbiano già avuto il menarca. In quanto Madri della Luna, se richiesto, possiamo officiare anche dei riti di passaggio. Quindi sono ben accette richieste per riti legati alla prima mestruazione, alla gravidanza, al matrimonio e alla menopausa.

Ecco i temi che tratteremo:

1. Il ciclo mestruale, il potere femminile e l'energia creativa:
- Il menarca
- La maternità
- La menopausa
- La sessualità
- Reimparare ad ascoltare e seguire il proprio ritmo personale
- il diario lunare e l'importanza dei sogni

2. La Dea:
- Archetipi femminili e fasi lunari
- Incontro con la Dea interiore
- La Grande Madre
- Oggetti e simboli sacri

3. Il lavoro energetico:
- I chakra, centri di potere
- I corpi sottili
- Riequilibrio dei chakra
- Animali di potere
- Meditazioni e visualizzazioni

4. La nostra ombra:
- Lavoro introspettivo di autoconoscenza (affrontare blocchi, traumi e limiti)
- Archetipi 
- La gestione delle emozioni

5. Trance:
- Tecniche di trance guidata
- Danze sacre

6. Guarigione:  
- Metodi per alleviare i dolori mestruali
- Tecniche di guarigione
- Tecniche di purificazione e protezione
- Benedizione del grembo
- Guarigione del grembo

7. Espressione creativa

Ulteriori argomenti potrebbero essere: 
-Il fascino e la seduzione
-La magia delle piante
-Il potere dei cristalli e delle pietre
-Allenare l’intuito e metodi di divinazione
-La sacralità del cibo
-Creare con l'argilla
-Metodi naturali di controllo delle gravidanze
-Alternative ecologiche all’uso degli assorbenti tradizionali

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Questa è la presentazione generale del progetto, nello specifico ogni Madre della Luna che aderisce al progetto gestirà il tutto come meglio ritiene, creando il programma da offrire alle donne, sulla base delle linee guida sopra elencate e scegliendo le date e i modi di lavorare. Alcune ad esempio svolgeranno gli incontri in Luna Nuova, altre offriranno particolari attività inerenti ai propri campi di specializzazione e via dicendo. 
Se foste interessate a partecipare vi rimando alla pagina facebook del progetto, dove troverete i contatti e le info sui luoghi e sulle persone che organizzano e potrete tenervi aggiornate sugli eventi delle varie parti d'Italia http://www.facebook.com/ProgettoTendaRossa?fref=ts 
Io personalmente ho intenzione di scrivere qui dei resoconti degli incontri che svolgeremo e probabilmente aggiungerò alla sezione e-book anche le dispense se qualcuna fosse interessata ad acquistarle :)

Riguardo all'altro progetto, esso riguarderà la valorizzazione storico-culturale-folklorica ed eno-gastronomica della Terra Sannita. Quindi, oltre a tenervi aggiornati, raccontandovi degli eventi che faremo, pubblicherò sicuramente anche le mie ricerche in merito alla storia e al folklore del Sannio e dell'Irpinia, sperando di affascinarvi e farvi innamorare della mia terra. ^_^ 

Oltre questo, continuerà il Progetto Gaia con il nostro lavoro e studio di ricerca sul Regno Vegetale, con escursioni e gite alla ricerca di erbe, per il riconoscimento e la raccolta. Progetto che ha ispirato la scrittura del mio e-book "Il Grimorio Verde".

Detto questo, vi saluto e vi auguro un meraviglioso Raccolto!
Da cuore a cuore...purezza e grazia!
Nimue

mercoledì 31 luglio 2013

Origini pagane di Ferragosto


Il 13 di agosto, festa precristiana della dea-madre Diana, ovvero Vesta, era celebrato con libagioni di sidro, un capretto arrosto infilzato su rami di nocciolo e mele appese a grappoli ad un ramo.


Un altro nome di questa dea era Nemesi (dal greco nemos -bosco), 
che nel greco classico è la vendetta divina per le trasgressioni dei tabù.
Le statue la raffigurano con in mano un ramo di melo, e il poeta cristiano Commodiano (V sec.) 
la identifica con Diana Nemorensis ('del bosco') i cui seguaci 'venerano un ramo
tagliato e chiamano Diana un ciocco di legno'.


Nell'altra mano Nemesi porta una ruota, a indicare la sua natura di dea dell'anno che scorre, 

al pari dell'egiziana Iside e della latina Fortuna, ma questa ruota è stata generalmente vista come la ruota dei destini umani e come simbolo della vendetta che si riversa sul trasgressore.
In Gallia era nota come Diana Nemetona (il nemeton è il bosco sacro) ed era rappresentata con un ramo di melo, una tazza di sidro con su incisi degli Etiopi e un grifone con fattezze leonine e aquiline che indicava la stagione della sua festa. Nel Medioevo questa festa diventò quella dell'Assunzione della Vergine, il 15 agosto: il nostro Ferragosto.


(Cit. pag. 296 "Dea Bianca" di Robert Graves.)

La parola "Ferragosto" deriva dal latino  "Feriae Augusti" (Vacanze di Augusto) festa antichissima istituita dal primo imperatore romano insignito dal senato del titolo di "Augusto" (venerabile; sacro) ossia Ottaviano, che nel 18 a.C.dichiarò tutto il mese di Agosto festivo. Durante il mese si celebravano una serie di feste legate alla fertilità, all'abbondanza e alla raccolta dei cereali, la più importante delle quali capitava il 13 Agosto ed era in onore di Diana, altre ricorrenze celebravano anche Vertumno, dio delle stagioni e della maturazione dei raccolti; Conso, dio dei campi e Ops, dea della fertilità. Fu con l'avvento del cristianesimo che le celebrazioni in onore della Madonna cominciarono a sostituire quelle in onore di Diana, fu così che la ricorrenza del 13 fu spostata al 15 e divenne la festa della Madonna dell'Assunta, che celebra il momento dell'Assunzione della Santissima Vergine in Cielo. Nonostante ciò Ferragosto mantiene un carattere piuttosto popolare e profano, con le sue consuete gite fuori porta, le scampagnate e le feste di paese, tra banchetti e balli.